Il progetto, che la nostra Associazione porta avanti, consiste nell'organizzare l'ospitalità presso famiglie, di minori provenienti dalla Bielorussia, zona colpita dal disastro ambientale causato dall'incidente di Chernobyl.
Pur non avendo più risalto nelle pagine dei giornali, pur non essendo più considerato un'emergenza, Chernobyl continua.
Infatti, particolarmente grave resta l'alimentazione radioattiva che continua a minare il sistema immunitario della popolazione e in modo particolare dei bambini, portando l'organismo ad avere meno difese immunitarie e aumentando così patologie di diverso tipo, leucemie e tumori alla tiroide: tumore molto aggressivo: quando è di soli 4 mm può provocare metastasi polmonari.
Le strutture ospedaliere sono in condizioni particolarmente gravi; se gli ospedali delle città ricevono parte del fabbisogno (dal 30 al 50 %) dallo Stato, le strutture periferiche hanno come mezzo di sostentamento gli aiuti umanitari.
Strasolidale Insieme per i Bambini O.n.l.u.s. organizza anche la raccolta di vestiario, calzature, asciugamani, lenzuola, coperte che verranno consegnate direttamente da noi alle famiglie povere e a due orfanotrofi di Gomel.
Iniziata l'attività su iniziativa di una nostra socia dopo un suo viaggio in Bielorussia, dopo aver consolidato una lunga esperienza attraverso le strutture di altre organizzazioni con finalità simili, si è costituita l’Associazione Strasolidale Insieme per i Bambini ottenendo di diritto il riconoscimento di ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale).
La nostra Associazione opera principalmente su due linee programmatiche: la principale è quella di organizzare sul posto, in Bielorussia, interventi concreti su strutture pubbliche, principalmente scuole, per consentire che il beneficio venga esteso anche alla maggioranza della collettività minorile che non ha la fortuna di usufruire dei viaggi all'estero, effettuando inoltre consegne di materiale umanitario direttamente alle famiglie locali.
Contestualmente promuoviamo l’ospitalità dei bambini bielorussi in particolare presso le famiglie del Veneto.
In questi periodi di soggiorno i bambini hanno la possibilità di perdere una grande percentuale del cesio 137 assorbito vivendo in un ambiente contaminato.
Accogliere significa mantenere alta l'attenzione verso i bambini di queste zone, ma anche verso una popolazione stremata dalla situazione economica, sociale e ambientale, una popolazione che vive in uno stato di emergenza latente dal 1986, giorno dello scoppio della centrale.
Nella primavera del 1986 una nube radioattiva si diffuse sull’Europa, a causa di un grave incidente avvenuto nella centrale nucleare di Chernobyl.
Per una bizzarra sequenza di correnti aeree in quota, la nube si propagò prima verso nord interessando i paesi baltici e quindi verso l’Europa occidentale, lambendo anche l’Italia.
Nonostante la centrale di Chernobyl fosse localizzata in Ucraina, il paese più colpito dalla radioattività fu la confinante Bielorussia in cui si registrarono le maggiori concentrazioni di cesio 137 e in particolare la regione di Gomel, dove il villaggio di Vetka nelle sue immediate vicinanze fu parzialmente evacuato.
In un’ottica di produttivismo assoluto, i governi che via, via si sono succeduti sia in Europa Orientale che in quella Occidentale, nonostante i sostanziali cambiamenti avvenuti nel frattempo nelle rispettive strutture politiche, hanno la concorde e tacita volontà di celare al pubblico, quanto più possibile, le ripercussioni che l’energia nucleare ha sull’ambiente e sulla popolazione.
Naturalmente, lo scopo è quello di usufruire dell’economicità immediata dell’energia nucleare, ignorando l’impatto presente e futuro sulla società, soprattutto per l’impossibilità di smaltimento in natura delle scorie nocive.
Passato l'allarmismo e l’attenzione iniziale, la catastrofe di Chernobyl, in particolare, è stata gradualmente dimenticata dai media.
Tuttavia, a causa della progressiva diffusione delle particelle radioattive nell’ambiente e nel circolo biologico/alimentare, le proporzioni dei danni causati dal fall-out nucleare sulla popolazione della Bielorussia sono destinate ad aumentare considerevolmente nel prossimo futuro con il nuovo cambio generazionale.
Inizialmente si è registrata una massiccia emigrazione dalla regione di Gomel verso aree meno inquinate, ma la crescente povertà economica causata dalla catastrofe, costringe la fascia sociale di ceto medio-basso di continuare a risiedere nel luogo di origine convivendo in un’allucinante situazione dove tutto ciò che si tocca, si respira e di cui ci si nutre è contaminato dalla radioattività.
In questo contesto irrisanabile, si pone la nostra Associazione con l’obbiettivo di contribuire con una piccola, ma grande azione.
E’ provato da studi medico-scientifici che durante l’età evolutiva, l’essere sottratti alle radiazioni anche per brevi periodi annuali, nutrendosi di cibo non inquinato, contribuisce considerevolmente a limitare lo sviluppo di danni alla tiroide.
Persino i discussi governi che si alternano alla guida della Bielorussia, hanno istituzionalizzato a livello nazionale una catena di cosiddetti “sanatori”, luoghi un po’ simili alle nostre ormai desuete “colonie” maggiormente in uso anche in Italia tra la popolazione giovanile non abbiente degli anni ’50-’60.
Tuttavia, per la carenza di sufficienti strutture statali e per l’eccessiva povertà sociale, il governo Bielorusso agevola l’affidamento temporaneo all’estero fino ad un massimo di 3 mesi all'anno presso privati e famiglie tramite le organizzazioni umanitarie di volontariato, sebbene la maggioranza delle famiglie preferisca usualmente accogliere i bambini per circa 1 mese nel periodo estivo.
E' noto anche in occidente, che in molti paesi poveri dell'est mancano totalmente i servizi igienico-sanitari non solo nelle case private, ma anche negli edifici pubblici e nelle scuole, costringendo di fatto gli scolari ad uscire all'aperto per i propri bisogni corporali, anche durante il rigido inverno.
L'emancipazione di una popolo è generalmente frenata dalla mancanza di strutture che rendano possibile vivere la propria quotidianità in maniera decorosa.
E' per questa consapevolezza che tramite un'altra organizzazione, prima della formalizzazione della nostra struttura associativa in maniera autonoma, abbiamo ristrutturato totalmente i bagni della scuola elementare del villaggio di Prisno, vicino a Vetka, regione di Gomel.
Inoltre, abbiamo partecipato assieme ad altre associazioni italiane e non (in particolare con l'Associazione Planeta Onlus di Desenzano del Garda), alla ristrutturazione di uno dei sanatori che si trova a circa 10 kilometri da Minsk e che si chiama Colonia Planeta.
La volontà di estendere gli interventi umanitari sul luogo, ci differenzia da altre associazioni locali operanti nello stesso ambiente, ma che dedicano i tutti i fondi raccolti al solo progetto di ospitalità in Italia.
Su 350.000 domande annuali di soggiorno terapeutico all'estero presentate da famiglie di minori bielorussi, soltanto 50-60.000 circa riescono ad essere accolte principalmente dall'Italia e dai paesi Scandinavi, maggiormente sensibili al Progetto Chernobyl.
Con sede a San Pietro di Stra , una piccola località situata sul confine tra le province di Venezia e Padova (da cui il nome che evoca la nostra città e contemporaneamente con un gioco di parole richiama ad un impegno superlativo), l’Associazione Strasolidale Insieme per i Bambini crea un ponte solidale tra l’abbondanza del modello di vita della Riviera del Brenta e le necessità della popolazione della regione di Gomel, così duramente colpita dalla catastrofe di Chernobyl.
L’Associazione si rivolge a quella fascia di Italiani con una sensibilità sociale e una preparazione culturale, che la rende consapevole che non può esistere un reale progresso e cooperazione tra i popoli, senza l’annullamento delle disparità tra i paesi economicamente più progrediti e quelli più poveri e sfortunati ed è disposta a dimostrare questo principio basilare con un impegno concreto e non soltanto teorico.
Un incaricato della nostra Associazione si reca ogni anno in Bielorussia per selezionare direttamente, attraverso la struttura scolastica locale, i bambini da invitare per il soggiorno estivo in Italia.
Per quanto la radioattività colpisca indistintamente la popolazione di qualsiasi ceto sociale, nel limite delle proprie possibilità il nostro inviato ha cura di selezionare i bambini più bisognosi contrastando, talvolta, la naturale tendenza dei funzionari locali a proporre bambini in condizioni migliori della media, in modo tale da non spaventare troppo le famiglie ospitanti italiane e fornire all’estero un’immagine più dignitosa del loro Paese.
E' comunque bene chiarire che, nonostante siano ovviamente soggetti al rischio potenziale di danni fisici derivanti dalla prolungata esposizione alla radioattività, tutti i bambini ospiti sono sani: cioè non presentano alcun sintomo di patologie evidenti o nascoste, sono in buone condizioni igienico-sanitarie e non hanno assolutamente alcuna malattia trasmissibile ai membri della famiglia ospitante.
La provenienza prioritaria dei bambini è, pertanto, dalle zone maggiormente contaminate di Gomel e Vetka.
L’Associazione organizza le formalità, i visti per l’espatrio e il viaggio aereo in Italia, coordinando la condivisione del volo charter con altre associazione umanitarie con i medesimi fini, economizzando così le spese.
Alcuni incontri preparatori vengono tenuti tra i soci prima dell'arrivo dei bambini, per dare alle famiglie ospitanti dei consigli utili per affrontare praticamente l'inserimento dei nuovi venuti.
In particolare, è bene evitare che i bambini bielorussi, abbagliati dall'abbondanza di disponibilità e mezzi rispetto a quella a cui sono abituati, percepiscano un'immagine sbagliata del nostro Paese assimilando abitudini consumistiche.
Durante la loro permanenza presso le famiglie italiane, i giovani ospiti sono coperti da un’assicurazione sanitaria espressamente stipulata con la Regione Veneto e al pari dei cittadini italiani, usufruiscono di tutte le cure mediche in caso di eventuali infortuni e malattie.
In aggiunta, i bambini usufruiscono di una copertura assicurativa privata per danni contro terzi e infortuni.
Alle coppie ospitanti, che possono anche non essere rigorosamente legate da vincoli matrimoniali, viene richiesto di associarsi e di farsi carico delle spese di viaggio e assicurazione dei bambini.
L’Associazione prepara, inoltre, un calendario di prestazioni mediche e visite specialistiche, a scopo preventivo e diagnostico, presso studi e strutture convenzionate per sopperire con le tecnologie scientifiche disponibili in Italia ad eventuali carenze sanitarie nel loro paese di origine.
Infine, l’Associazione organizza nel periodo estivo numerose occasioni di incontro con il molteplice fine, sia per i bambini bielorussi di mantenere i contatti con i loro connazionali e con la loro lingua e contemporaneamente di conoscere la cultura e le bellezze del nostro Paese, sia per le famiglie ospitanti di usufruire di un’occasione di socializzazione e confronto fra di loro.
Strasolidale Insieme per i Bambini O.n.l.u.s. Piazza San Pietro, 22 30039 San Pietro di Stra (Venezia)
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